
Dopo quattro anni di processo penale il giudice monocratico, Sonia di Domenicantonio, del Tribunale di Firenze ha assolto con formula piena Barbara Arcidiacono, la signora che nel 2020 durante la pandemia senza la mascherina portava il cane fuori casa per le strade di Firenze, ove veniva circondata da oltre 15 vigili urbani ammanettata ed arrestata mentre i passanti presenti protestavano e postavano il video scandalo su tutti i social.
Abbiamo assistito ad un processo di chiaro stampo politico dove i vigili urbani che hanno svolto la violenta azione repressiva, durante la quale l’Arcidiacono rimaneva ferita e curata presso il pronto soccorso, invece di scusarsi per l’accaduto si sono costituiti parte civile chiedendo all’Arcidiacono un risarcimento del danno.
Nel contempo, la Procura di Firenze che ha rinviato a giudizio l’Arcidiacono per resistenza a pubblico ufficiale , con una vasta attività investigativa e grande profusione di mezzi indagava e rinviava a giudizio ben 87 cittadini che avevano filmato le immagini ed avevano protestato sui social per tale aggressione.
C’è da evidenziare che durante il processo emergeva una ulteriore drammatica verità e cioè che all’Arcidiacono veniva strappato il telefono dalle mani, da parte dei vigili urbani intervenuti mentre la stessa stava chiamando il proprio avvocato cosi come prevede espressamente la legge.
Ed infatti l’avvocato chiamato a testimoniare ha confermato di avere ricevuto dall’Arcidiacono questa telefonata ascoltando anche la sottrazione del telefono.
E quindi si sono dovuti aspettare quattro lunghi anni affinchè la Giustizia riportasse verità su questa vicenda e restituire l’onorabilità alla fiorentina Barbara Arcidiacono.
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